SOLIDARIETA' AD UN "COLLEGA" GENOVESE

 

L’edizione telematica di giovedì ventiquattro dicembre di tutti i quotidiani borghesi circolanti nella città di Genova dà conto del licenziamento di un giornalista da parte dell’editore della televisione privata Telenord, il cui direttore è il famigerato Paolo Lingua, storico corrispondente dal capoluogo ligure per il quotidiano La Stampa.

 

 

Il “collega” messo alla porta dall’emittente nata nel paese di Serrà Riccò, attualmente ubicata nella centralissima via XX Settembre, è Michele Varì, un personaggio che coloro che seguono questa pagina da più tempo hanno imparato a conoscere ai tempi dei suoi servizi, per il defunto Corriere Mercantile, sulla lotta No Tav-Terzo Valico.

 

Oggi scopriamo, da una nota dell’Associazione Ligure Giornalisti, che costui – ad appena due anni dalla meritata pensione – è stato licenziato dal suo editore, tale Massimiliano Monti, con un pretesto che a noi sembra avere i contorni persino di un reato perseguibile per legge: l’aver rotto una radio.

 

Va da sé che non può essere questo il risvolto penale della questione: secondo quanto scrive l’organo collegiale dei pennivendoli borghesi, essa avrebbe dovuto essere utilizzata «per intercettare non si sa bene chi e perché, posto che nessuno si scambia più per radio e in chiaro neppure gli auguri».

 

Se realmente fosse questo il motivo dell’allontanamento, ci troveremmo a discutere un provvedimento che a noi appare palesemente ingiusto: a quanto ci risulta soltanto l’autorità giudiziaria, esclusivamente per scopi legati all’attività investigativa, può disporre l’ascolto di conversazioni private; al Varì va tutta la nostra solidarietà.

 

 

Bosio (Al), 26 dicembre 2020

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

http://pennatagliente.wordpress.com